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| Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli, pieno... |
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De Amicitia
Se le persone che mi hanno rovinato la serata di ieri si riunissero e decidessero insieme di scrivere un trattato, sicuramente largomento sarebbe lamicizia.
Si, proprio lamicizia. Ma non come trovarla, curarla, goderne e mantenerla viva piuttosto come denigrarla, abbandonarla e finirla facendo finta di nulla.
I più attenti avranno notato che quando parlo dei miei amici (che da oggi in poi chiameremo examici) lo faccio quasi sempre in modo negativo e la cosa mi dispiace ogni volta.
Ieri sera ogni limite di decenza è stato tranquillamente superato. Ma veniamo ai fatti:
In mattinata, mentre con mio padre finivamo di attaccare la carta da parati, uno dei miei examici mi telefona. Inizialmente vago, verso metà telefonata mi chiede se avessi già programmi per la serata; rispondo che se loro non avessero fatto nulla io me ne sarei andato a vedere The number 23. Mi chiede qualche info sul film e poi mi dice che loro si stavano organizzando per andare dopocena in un pub a Roma. La parola dopocena non mi entusiasma e glielo faccio capire (per starci un dopocena devesserci anche una cena e lidea di mangiare a casa e poi uscire non mi esaltava).
Adesso ne parlo con un altro examico e ti faccio sapere.
Sapevo benissimo che non mi avrebbe più fatto sapere nulla, quindi, come da programma io e Ste, andiamo al cinema.
Arrivati a destinazione (ci vuole unoretta) mi telefona un amico e mi chiede se poteva aggregarsi a noi visto che i suoi programmi erano saltati improvvisamente; Come no, ti aspettiamo tanto andiamo allo spettacolo delle 22.35.
Io e Ste ceniamo tranquilli in un ristorantino e poi aspettiamo lamico.
Lamico arriva, ci salutiamo e andiamo in sala. Arrivati nei pressi della sala 23 vediamo, con non poca sorpresa, il gruppone (6 persone) di examici che stanno entrando.
Cala il gelo. Io sono già senza parole (dopo aver detto la seguente stronzata: magari ci stanno facendo una sorpresa).
Entriamo e dopo esserci seduti li vediamo due file dopo di noi a ridere e scherzare. Il mio amico li chiama e loro tra lo stupore, la consapevolezza dellerrore e la freddezza (tipica loro) ci salutano con la manina come un gruppo di giapponesi in vacanza a Roma.
Considerata la situazione di imbarazzo, considerato che tra lentrata e linizio del film passano almeno 20 minuti di pubblicità a luci accese, mi aspettavo, che so, magari qualcuno che si alzasse per venire quantomeno a dire due parole, un sorriso in più giusto per sdrammatizzare.
Niente, si sono fatti seri seri e hanno cominciato a parlare fitto tra loro cercando una versione credibile e condivisa da proporre casomai alla fine del film ci fosse stato un casuale e, Dio solo sa quanto, evitabile incontro.
A fine film se ne escono senza minimamente passare da noi e io prego non so quale entità che non siano ad aspettarci fuori della sala in modo da troncare definitivamente ogni legame (perché come dice De Gregori e fu senza saluto, il più compiuto addio). Invece lexamico della telefonata, forse con più coscienza degli altri (che tranquilli se nerano tutti andati in bagno), quello che forse ci tiene di più o semplicemente quello che si sentiva più responsabile visto che era quello con cui avevo parlato, sta li ad aspettarci con la ragazza (ma aspetta noi o aspetta loro?, vabbè).
Ci salutiamo e io me ne sto polemicamente in disparte mentre il mio amico parla fitto con lui e immagino gli stia dicendo quanto ci sia rimasto male io.
Ci avviamo alluscita e lexamico chiede alla mia ragazza se davvero cero rimasto male (badate bene, senza usare il mio nome, ma dicendo ma che il tuo ragazzo cè rimasto male?Ndr).
Gli altri quattro se ne fottono alla grande, come se niente fosse, tranquilli come chi non ha nessun pensiero, salutano, parlano del film, mi chiedono di Spiderman 3. Io rispondo ma la mia faccia è tutto un programma.
Lasciato il cinema, ci diamo appuntamento per un cornetto e li, di nuovo tranquilli come neonati addormentati col sonnifero, parlano dellultimo week end passato a Mirabilandia. Appena intuisco fra le righe, mi viene subito in mente Ste che qualche mese fa trova sul sito lofferta di due giorni a Mirabilandia, poi penso a noi mentre proponiamo lidea a loro ed infine penso a loro che vanno da soli senza farne parola.
Dulcis in fundo mentre ci salutiamo loro si danno appuntamento per oggi (quello che faranno lo scopriremo solo vivendo).
Ora, che pensare? Che dire? Che fare?
Beh, penso che ormai qualcosa si sia rotto, che non glielo dirò mai e che non sarò più così disponibile e pronto a fare di tutto per passare il tempo insieme come ho fatto fino a ieri.
Donnie
Ps. I film da recensire diventano 3. Per adesso posso dirvi soltanto: "STATE LONTANI DA SUNSHINE!"
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scritto da Donnie alle ore 23:07
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Il primo al mondo
Considerando che:
1) L'anteprima mondiale sarà in Italia il 1° Maggio;
2) Il 2 e 3 Maggio sarà proiettato rispettivamente in Cina e Giappone;
3) Dal 4 Maggio finalmente in tutto il resto del mondo;
Credo di non andare troppo lontano dalla verità affermando di essere, insieme alla mia ragazza, il primo al mondo ad aver comprato il biglietto per "SPIDERMAN 3".
Donnie
Ps. I lavori procedono assorbendo gran parte del mio tempo. Prossimamente le schede degli ultimi due film che ho visto al cinema: "SUNSHINE" e "SVALVOLATI ON THE ROAD".
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scritto da Donnie alle ore 23:33
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Rinnovo la richiesta d'aiuto
Stanchezza. Di quelle che se ti fermi un attimo ti incanti un quarto d'ora a fissare un foratino mezzo rotto o una maiolica incollata male con una faccia inebetita.
Quattro polpastrelli fuori uso. Tagli in tutto il corpo. Nei polmoni una miscela di KC1, ZL25 bianco e grezzo, M31 e polvere che se starnuto intonaco direttamente. Pubalgia. Spalle a pezzi. Tendinite al polso destro.
I lavori procedono.
Oltre al disagio ambientale e corporale da qualche giorno subisco anche un oltraggio mentale: "abituati ad una tv accesa che ci pare spenta" ci riesce difficile lavorare nel silenzio, quindi si accende e la si lascia così, sul primo, per tutto il giorno, giusto per avere un sottofondo.
A causa di questa malsana abitudine sono due giorni che subisco tutto il palinsesto di Raiuno: terribile!
GIURATO, Occhio alla spesa, la Clerici (maledetta insieme ad Annina e Bigazzi), il tg, Festa italiana (che se non guardi è inutile perchè l'unico interesse che potrei trovarci sono le gambe della Balivo), CUCUZZA, Conti...
Donnie
1Ps. Anche se non commento, vi leggo eh.. tutte.
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scritto da Donnie alle ore 23:22
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Aiuto!
Cari bloggers ma soprattutto care bloggirls,
mi assento per qualche giorno e il motivo è facilmente intuibile dalla foto sotto:
Sono iniziati i lavori a casa! O meglio, mio padre (nella foto) ha deciso finalmente di esaudire il desiderio di mia madre (nella foto). Il desiderio consisteva nel togliere di mezzo il camino della cucina (già distrutto ieri e portato via da me oggi, in antipatici sacchetti (come da foto) ognuno del peso irrisorio di 20-30 Kg) e fare tutto un ambiente con il salotto.
La foto risale a questa mattina subito dopo l'ennesimo viaggio con sacchetto incorporato (e per viaggio intendo: 34 scale, 30 metri a piedi, altre 13 scale, qualche passo e finalmente garage). Di viaggi così ne ho fatti, solo oggi, più di 20.
Ora naturalmente ho la schiena a pezzi.
Vediamo... novità!
Dalla visita medico/sportiva di ieri è risultato questo: ho la muscolatura delle gambe troppo sviluppata e quel che è peggio squilibrata. La parte esterna di cosce e polpacci è almeno due volte la muscolatura interna e ciò oltre a dare al sottoscritto la tipica postura da calciatore (fallito) è anche la causa del continuo fastidio avvertito a livello delle ginocchia.
E il dolore inguinale? Niente di più di una forte pubalgia addomino/femorale.
Detto ciò non mi resta che salutarvi (o dirvi addio, date le mie condizioni) e darvi appuntamento (al mio funerale) al più presto augurando a tutti di passare una buona settimana.
Donnie
1Ps. Da notare di assolutamente fantastiche nella foto, due cose: la faccia disperatamente desolata di Donnie e mia madre con la bandana di mia sorella.
2Ps. Il telefono tace...
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scritto da Donnie alle ore 23:25
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Basta un giorno così...
Oggi ho sostenuto il mio primo vero colloquio di lavoro. Per la verità anche quello sostenuto per entrare al Comune è stato vero (ricordo allucinante di una stanza con 9 persone di cui 8 donne), diciamo però che allora non era per un lavoro effettivo (e quando dico effettivo intendo con alla fine del mese un qualcosa da poter spendere).
In condizioni pietose a causa della mia leggera ma affossante influenza (i cui sintomi vanno dal persistente mal di testa al mal di schiena, dalla stanchezza anche di prima mattina ai crampi allo stomaco, da una febbre anomina come 37.5 alla necessità del bagno ogni ora), questa mattina sono partito per Roma con dei capelli stupendi (tanto che mi sono guardato in ogni cosa riflettente da casa a Roma e ritorno) la mia maglia de "Le iene" (Tarantino, 1992) i jeans larghi e la busta da lettere con dentro curriculum e foto.
Arrivato nel parcheggio, prima di scendere dalla macchina, vengo assalito da un onda anomala di zingare che in pochi secondi maledicono me, la mia vita, la mia famiglia, la mia fortuna, il mio denaro e la mia salute. "Bell'accoglienza" penso mentre cerco di farmi largo tra le megere che cercano ancora di mandarmi gli ultimi e micidiali accidenti.
Schivata anche l'ultima e più difficoltosa zingara piazzata davanti all'entrata principale sono salvo.
Nella stanzetta d'aspetto ci sono già due ragazze; noto subito che hanno già compilato dei moduli ed io naturalmente sono senza penna. La chiedo gentilmente e comincio a scrivere i miei dati. Passata una mezz'ora chiamano la prima ragazza e capisco che l'altra non è una concorrente bensì soltanto la sorella, lo capisco dal fatto che si somigliano e che una fa all'altra l'in bocca al lupo.
Passa un'altra mezz'ora e chiamano me. Nella stanzetta piccolissima ci sono due uomini di cui non ricordo nè nome nè qualifica; uno dei due comincia a raccontarmi la storia della multinazionale e l'altro intanto mi scruta in silenzio. Finita la presentazione mi lasciano la parola.
Racconto le mie esperienze guardando fisso negli occhi una volta uno e una volta l'altro, sono stranamente a mio agio "sarà la febbre" penso.
Alla fine il colloquio va bene (non vedo poi come poteva andare male. Alla domanda "Le piace lavorare in equipe?" uno che può rispondere "No, io non sopporto nessuno"? Alla domanda "Le piace stare a contatto con il pubblico?" si può rispondere "No, a me alla gente piace sputargli in faccia"? Alla fatidica domanda "Dica un suo difetto" uno può dire "Sono permaloso, irascibile, indisponente, sfaticato e maniaco"?)
Ci siamo lasciati al melodico suono delle parole "LE FAREMO SAPERE" e lì mi sono finalmente reso conto che il colloquio era vero.
Con quel "le faremo sapere" intendono che o vengo contattato telefonicamente entro fine aprile per un nuovo colloquio o mi arriva una lettera a casa con su scritto "Saluti, cazzone!".
Spero vivamente nella prima ipotesi.
Al ritorno alla macchina ho provato il trucco dell'uomo al cellulare: si finge una chiamata in modo che l'ambulante di turno o non si avvicina o si allontana con facilità. Niente, le zingare se ne sono altamente fottute e anzi mi hanno riconosciuto da lontano (e avranno pure detto "Ecco lo stronzo di prima che fa finta di telefonare") e m'hanno aspettato vicino alla macchina.
Dopo altre maledizioni in lingua, segni mimici di prossima e dolorosa morte di parenti e affini (hanno una gestualità eccezionale) sono finalmente salito in macchina e sono partito. Dallo specchietto ho notato qualche vecchia irriducibile che ancora lanciava strali di morte.
A qualche km da casa il primo segno: nel cruscotto noto una poco rilassante spia N, ma non sono spaventato, mi guardo nello specchietto e...
Ho capito!! Non è per la febbre che oggi sono stranamente tranquillo e positivo! E che oggi sono troppo bello!!
Potere del capello.
Donnie
1Ps. Nello sproloquio ho dimenticato di dire che il colloquio era per lavorare da Mediaworld.
2Ps. La canzone la lascio ancora qualche giorno, merita.
3Ps. La spia che si è accesa è quella del surriscaldamento; ho dovuto accostare, aspettare, svitare un tappo a tremila gradi e versarvi dentro un litro e mezzo d'acqua Lete, sperando, per la temperatura estremamente elevata, di uccidere almeno l'odiosa particella di sodio.
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scritto da Donnie alle ore 23:14
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Improvvisamente inverno
Guardando gli episodi di Scrubs, sono inciampato su una meravigliosa canzone. Una melodia lenta e avvolgente, perfetta per il finale triste di quell'episodio e perfetta per il mio umore in questi giorni. Dopo una rapida ricerca su internet, eccola qui: "WINTER" di JOSHUA RADIN
WINTER
I should know who I am by now I walk, the record stands somehow thinking of winter. Your name is the splinter inside me. While I wait and I remember the sound of your November downtown and I remember the truth a warm December with you but I don't have to make this mistake and I don't have to stay this way. If only I would wake the walk has all been cleared by now your voice is all I hear somehow calling out Winter. Your voice is the splinter inside me While I wait, I remember the sound of your November downtown and I remember the truth a warm December with you but I don't have to make this mistake and I don't have to staythis way. If only I would wake I could have lost myself in rough blue waters in your eyes and I miss you still I remember the sound of your November downtown and I remember the truth a warm December with you but I don't have to make this mistake and I don't have to stay this way if only I would wake.
Donnie
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scritto da Donnie alle ore 00:09
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I segni del male
Prima della Pasqua più pallosa della storia e della Pasquetta striminzita (tanto che la mia ragazza, mirabilmente, ha rinominato la cartella contenente le foto "Pasquettina 2007") che mi hanno costretto a fare i miei amici, sabato, siamo stati (io e Ste) al cinema per vedere "I segni del male".
La trama: Katherine è un'ex missionaria che ha perso la Fede anni prima in seguito al brutale assassinio del marito e della figlia durante una delle sue missioni in Africa. Da allora si dedica con estrema decisione alla spiegazione scientifica di fatti che la maggior parte delle persone definisce miracoli. Per la sua capacità e la sua esperienza viene chiamata a risolvere il mistero che aleggia su Heaven, una cittadina della Louisiana nella quale, pare, che Dio stia mandando quelle che vennero chiamate "le 10 piaghe". C'è una spiegazione scientifica oppure sta succedendo davvero?
Commento: Non male, gli amanti dei thriller soprannaturali avranno pane per i loro denti. Il regista Stephen Hopkins (ha alle spalle una dignitosa carriera) è bravo a creare molta suspence. La trama è più o meno originale e gli effetti speciali sono pochi ma ben curati e dosati. Gli attori sono forse l'anello più debole del film: Hilary Swank pensa ancora all'Oscar, David Morrissey pensa ancora alle gambe di Sharon Stone.. insomma, come si dice in questi casi, attori sotto le righe e monocordi.
Momenti cult: mi è piaciuto parecchio il pezzo in cui la Swank spiega scientificamente, tra il professionale e l'incazzato, le dieci piaghe d'Egitto e a pensarci bene... è vero! Da fobia il momento dell'invasione delle locuste: che schifo!
Momento scult: Poco prima di entrare in sala abbiamo comprato un sacchetto di M&M's ed io, da galantuomo quale sono, ho detto a Ste: "immagina che sia un sacchetto di locuste!". Durante il film, nel momento dell'invasione, infilare la mano in quel sacchetto ha fatto schifo pure a me!
Voto complessivo: 7. Tre o quattro volte si salta dalla poltrona e questo per me già vale il prezzo del biglietto, quindi 6. Se poi aggiungiamo lo schifo, 7. Dimenticavo: è vietato ai minori di 14 anni e aggiungo io, ai facilmente impressionabili.
Donnie
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scritto da Donnie alle ore 16:45
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Stay alive
Sabato ero certo che con gli amici saremmo andati in qualche bel ristorantino a vedere roma-Milan; ne parlavo con Ste già da qualche giorno poi naturalmente sabato è arrivato e con esso la ferale e inattesa proposta di andare a vedere Jerry Calà allo "Smaila".
Premetto che io non ho nulla contro "I gatti di vicolo dei miracoli" però sono pure passati lustri da quando facevano ridere e stare una sera a sentire Calà fare "Libidine" o "Doppia libidine!" alla sua età non me la sono sentita e quindi..
La trama: "Stay alive" è il nome di un videogioco che ha come protagonista una contessa sanguinaria del 1600. Molto realistico: se ne accorgeranno a loro spese tutti coloro che ci giocheranno perchè il bello è proprio che se muori nel gioco...
Commento: Un "The ring" in tono molto, ma molto, minore (e sottolineo "ma molto"). Il regista è un esordiente, gli attori idem, la trama è esile esile ma soprattutto non mette paura! E questo credo che sia determinante in un film dell'orrore. Magari ha quel lato splatter che a qualcuno può piacere.. NO. Magari ha qualche effetto speciale.. NO.
Negativo: Oltre al film, la sala. Non capisco il perchè ma durante la proiezione di un "horror movie" la gente si sente autorizzata a fare quel cavolo che gli pare: parla a voce alta, commenta, ride. Avevo una coppia di fianco a me: lui ha letto tutti i titoli iniziali "Spyglass... Una produzione Stay Alive... A William Brent Bell film..." dico, sarai scemo? La lei invece era la tipica persona che parla con gli attori: "Non entrare là!... Attento!... E' dietro di te!... Lo sapevo!..." insomma una coppia perfetta.
Momento Scult: Un bacio inutile, forzato e assolutamente fuori luogo tra i due protagonisti in un momento di massima (si fa per dire) tensione. La sala ha rumoreggiato parecchio.
Voto complessivo: 5--. Ve lo sconsiglio caldamente, tanto so che non l'avreste visto comunque.. mica siete scemi voi..
Donnie
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scritto da Donnie alle ore 22:59
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